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2° AUTORADUNO REGIONALE DELL'EMILIA ROMAGNA
DOMENICA 14 LUGLIO 2013

0RE 8,00:RITROVO A REGGIO EMILIA (PIAZZALE COOP ARIOSTO)
0RE 9,00:BOLOGNA BORGO PANIGALE
(RITROVO PIAZZALE COOP BORGO A MT.300 USCITA CASELLO A14)
ORE 9,30:CASALECCHIO DI RENO – VISITA ALLO STABILIMENTO STORICO MOTO FRANCO MORINI


Era il 1925 quando il progettista Mario Mazzetti che aveva costruito e progettato una moto di 125 cm. cubici prese come socio Alfonso Morini, noto motociclista dell'epoca e vincitore di numerosi trofei internazionali. Nel 1937 Alfonso decide di intraprendere l'attività imprenditoriale da solo, ma in virtù di un accordo con Mazzetti non produce motocicli ma soltanto motori e piccoli motocarri.
Terminata la guerra riprende la produzione di moto e nelle classi 125 e 250 cc i modelli Morini ottengono ampi successi. Nel 1955 l'azienda viene ampliata, cambia la sede e viene assunto per correre in gara l'allora debuttante Giacomo Agostini, che diventerà il pilota più premiato al mondo.
Nel 1969 muore Alfonso Morini e le redini dell'azienda vengono prese dalla figlia Gabriella e giunge in azienda Franco Lambertini, già progettista alla Ferrari di Maranello. Nascono numerosi e nuovi modelli, ma nel 1987 il settore motociclistico vive momenti difficili e l'azienda viene venduta ai titolari del gruppo Cagiva (già proprietari della Ducati). La produzione cessa nel 1993.
Nel 2006 il marchio viene acquistato dalla Morini Franco Motori, dove nel frattempo è approdato anche Franco Lambertini, azienda fondata dal nipote di Alfonso Morini. L'azienda viene rifondata a Casalecchio di Reno. Successivamente posta in liquidazione (2010) l'azienda è stata riacquistata da due imprenditori milanesi, Sandro Capotosti (ex presidente di banca Profilo) e Ruggeromassimo Jannuzzelli (ex vicepresidente del gruppo Camuzzi) che il 14 marzo 2012 ha ripreso la produzione con il “Rebello 1200 Giubileo”, reinterpretazione dell'omonimo motociclo del 1956.
In produzione, con nuovi e moderni accorgimenti tecnici, anche i modelli "Corsaro", "Scrambler" e "Gran Passo", con una previsione di 5000 modelli prodottti e l'assunzione di almeno 100 dipendenti entro l'anno 2016.
 
ORE 11,30: VISITA A VILLA GRIFONE – MUSEO GUGLIELMO MARCONI
(costo conv.to MCI euro 3,00)

Villa Grifone, sede del museo Guglielmo Marconi
Villa Grifone è il luogo dove l'inventore bolognese, Guglielmo Marconi, mise a punto il sistema di telegrafia senza fili che poi si diffuse in tutto il mondo. Nello stabile tuttora esistente si effettuarono i primi esperimenti, molto artigianali, che hanno poi consentito di creare il sistema moderno di telefonia e, oggi, quello ancor più complesso e diffuso della rete internet.
Villa Grifone, che si trova a circa 15 chilometri da Bologna, ospita anche il museo dedicato alle origini ed agli sviluppi delle radiocomunicazioni, dove è possibile “visitare” il periodo compreso tra il 1895 (primi esperimenti di Marconi) ed il 1901 (lancio del primo segnale attraverso l'Atlantico).
Il museo ospita una serie di accurate ricostruzioni funzionanti di apparati dell'Ottocento ed una sezione dedicata alle tappe fondamentali del passaggio dalla radiotelegrafia alla radiofonia ed alla radiodiffusione. Visitabile anche la celebre "sala dei bachi" dove sono esposti documenti relativi alla formazione di Guglielmo Marconi ed alla sua attività di imprenditore nella Compagnia che egli fondò nel 1897 e che tuttora porta il suo nome.
 
ORE 13,00: PRANZO PRESSO NOTO LOCALE BOLOGNESE
(costo conv.to MCI, euro 23,00)
Dirigendosi da Bologna verso l'Appennino e percorrendo quei pochi chilometri necessari a ritrovare spazi verdi e aria profumata, capita di imbattersi in gruppi di antiche case coloniche. Uno di questi, un complesso di sei edifici del '700, è stato trasformato in un centro multifunzionale con albergo, centro congressi e ristorante. È dotato di tutti i comfort e servizi: sale con impianti audio e luci, reception e accoglienza ospiti, gestione logistica, servizi tecnologici, parcheggio riservato, camere appena ristrutturate, ristorante con cucina tipica emiliana e specialità pesce.
Uno scorcio della Cà vecchia, famoso locale e centro congressi a Sasso Marconi

Il complesso, costruito nel 1770, nel suo insieme comprendeva: una casa padronale composta di tre sale, la più grande con camino, nove camere, il posto per il calesse, il pozzo ubicato all'interno dell'abitazione e altre tre salette di servizio. Comprendeva, inoltre, una casa per il contadino, un oratorio (che fu poi trasformato in un laboratorio per la lavorazione della forma e forno per il pane), un fienile con stalla annessa (l'attuale ristorante) e un secondo fienile dietro la casa padronale, oggi l'albergo.
Altre immagini della Cà Vecchia, locale ai piedi dei colli bolognesi
frequentato anche da vip dello sport e dello spettacolo
 
ORE 14,30: PROSEGUO IN AUTO LUNGO I COLLI BOLOGNESI
I colli che sovrastano la città di Bologna sono noti per l'interesse naturalistico che rivestono all'interno delle tipicità vegetative e botaniche del territorio nazionale. L'area compresa tra la città di Bologna e la valle del fiume Reno racchiude molte di queste particolarità.
Durante l'attraversamento dei colli giungeremo nell'area di Sabbiuno, nota per i tristi eventi legati ad un violento eccidio nazi-fascista e per il sacrario costruito proprio al di sopra di una conca naturale dove furono trucidate decine di persone.
Nel contempo, dal punto di vista naturalistico, potremo notare le numerose formazioni di “calanchi”, un fenomeno geomorfologico di erosione del terreno che si produce per l'effetto di dilavamento delle acque su rocce argillose con scarsa copertura vegetale, tipico dell'Appennino emiliano.
Costeggeremo l'oasi naturale di San Gherardo, in località Ghiarolle, dove sono state le condizioni ambientali per la sopravvivenza di specie vegetali rare e di razze animali come pesci, libellule, farfalle e rettili e anfibi che prosperano nelle zone umide d'acqua dolce.
Attraverseremo anche la riserva naturale “Contrafforte Pliocenico”, istituita nel 2006 e di gran lunga la più ampia della regione, dove le dorate arenarie delle spettacolari pareti rocciose si sono sedimentate sul fondo di un piccolo golfo marino durante il Pliocene (5-2 milioni di anni fa) e conservano importanti testimonianze fossili.

Formazione di calanchi tipici dell'Appennino emiliano

L'originale sacrario di Sabbiuno con le mitragliatrici
che fuoriescono dalla barriera in cemento
 
ORE 15,30: ARRIVO AL MONTE DELLA GUARDIA E VISITA CON ACCOMPAGNATORE AL SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DI SAN LUCA
(facoltativa e gratuita)

Il santuario della Beata Vergine di San Luca e, alle spalle, il porticato che scende in città

Verso la fine dell'anno 1143 venne costruito un “Romitorio” (luogo per l'eremo) sul Monte della Guardia che sovrasta la città di Bologna. Una giovincella bolognese di nome Azzolina si ritirò in vita solitaria erigendo una piccola cappella dedicata all'evangelista Luca e un dormitorio. Successivamente venne affiancata dalla sorella. Secondo la tradizione, un eremita greco, in pellegrinaggio nella Santuario di Santa Sofia ad Insanbul, ebbe modo di trovare una tavola della madonna dipinta da (tale) San Luca Cancelliere, unitamente all'indicazione di trasferire la stessa su di un non meglio definito “monte della guardia”.
Partito per Roma, convinto di trovare nella città capitolina il luogo di destinazione dell'immagine, ebbe a passare per Bologna dove gli venne indicato ciò che già esisteva e le autorità ella città emiliana decise rodi indire tre giorni di festa e processioni per celebrare l'evento, prima di giungere a consegnare alle eremitesse la tavola sacra che ancor oggi è possibile ammirare e venerare.
La costruzione del Santuario iniziò con la posa della prima pietra il 24 agosto 1194 e al termine venne collocata l'immagine della Madonna con Bambino a tergo dell'altare maggiore in un'apposita nicchia. La devozione all'immagine aumentò notevolmente dopo alcuni miracoli, ma la chiesa esistente si trovava in uno stato di degrado tale che si decise di ristrutturarla e le nuove opere vennero consegnate il 1° luglio 1481. Nel 1640 vennero costruite 15 cappelle con i misteri del rosario lungo il percorso che dalla città conduce al monte. Più tardi, per dare riparo alla popolazione e consentire la devozione in ogni momento dell'anno, venne realizzato il lungo portico a scalinate composto da 666 archi e per una lunghezza complessiva di 3.796 metri ben visibile anche da lontano e da chi percorre l'autostrada A1 e A14.
La fama dell'immagine venerata e del Santuario della Beata Vergine di San Luca si è poi diffusa anche oltre la regione e in tutta Italia, tanto che vengono periodicamente organizzate comitive e pellegrinaggi. Il quadro sacro è oggi venerato anche da molti credenti di religione ortodossa.
Il Museo. A fare da cornice alla basilica della Beata Vergine di San Luca anche un museo, aperto nel 2005 e con sede a Porta Saragozza, che costituisce un interessante memoria storica della città di Bologna, segnata da sempre dalla devozione popolare alla Madonna. È una raccolta storico-didattica che illustra il significato dell'immagine attribuita a San Luca e percorre con documenti e precise narrazioni, in grandi pannelli fotografici e per mezzo di una sostanziosa raccolta di stampe, manufatti artistici e oggetti di devozione, tutta la ricca storia dell'Icona e del Santuario.
 
ORE 17,30: VISITA AL MUSEO DELLA DUCATI
(costo conv.to MCI euro 3,00)

Il Museo Ducati è stato pensato in modo da offrire al visitatore una duplice lettura: da un lato, le moto sono state sistemate cronologicamente secondo un percorso circolare; dall'altro, sei stanze di approfondimento tematico contengono una documentazione dettagliata sui diversi periodi storici.
Presentato il 12 giugno 1998 e ufficialmente inaugurato il 16 ottobre dello stesso anno, il Museo Ducati raccoglie le testimonianze di oltre mezzo secolo di competizioni dell'Azienda e una cospicua parte della storia dell'Azienda di Borgo Panigale, fondata dai fratelli Ducati nel lontano 1926. L'excursus storico è stato organizzato in sette stanze tematiche multimediali da Livio Lodi, Curatore del Museo, attraverso una suddivisione dove le moto e le emozioni da loro create rivivranno grazie ai filmati d'epoca, accessori e cimeli, che ricostruiscono la storia a 360 gradi della Ducati e delle sue moto.
 
ORE 18,30: SALUTO DI COMMIATO E DISTRIBUZIONE GADGET
Avvertenze:
L'autoraduno è del tutto gratuito per gli iscritti al Multipla Club Italia è non è prevista alcuna tassa d'iscrizione. I costi dell'ingresso ai musei sono per il 50% a carico del Multipla Club Italia anche per coloro che non fanno parte del sodalizio ma sono accompagnatori di uno dei nostri iscritti. Possibilità, per coloro che ne hanno la necessità, di aderire in tutto o in parte al programma.
Tassativo l'elenco nominativo di coloro che intendono fare ingresso al museo della Ducati e che intendono usufruire, per il pranzo, al ristorante convenzionato.
Possibilità di usufruire (solo per gli iscritti) di una Fiat Multipla, per coloro che non avessero a disposizione la propria nel giorno dell'autoraduno (da comunicare con urgenza).

POSSIBILITA' DI ISCRIZIONE DIRETTAMENTE AL MOMENTO DELLA PARTENZA


Per ogni altra necessità: Roberto Rocchi tel.: 333.3915090

 

Effettuate:

5/6/7 dicembre 2006: Partecipazione del M.C.I. alla nona edizione della “Fiera dello Sport, Turismo e Tempo Libero” svoltasi a Scandiano (R.E.) con uno stand e alcune Fiat Multipla in esposizione. Autorità che si sono fermate a far visita allo stand: Pierluigi Saccaridi, vice presidente della Provincia di Reggio Emilia e Angelo Giovanetti, sindaco di Scandiano.

28/29 dicembre 2006: Ultimo week-end dell'anno. Partecipazione del M.C.I. alla distribuzione di etilometri monouso davanti ad alcuni locali notturni reggiani, nell'ambito dell'iniziativa “Notti Sicure”.

5/6/7 gennaio 2007: Partecipazione del M.C.I. allo “Shopping delle Meraviglie” presso lente fiera di Reggio Emilia con uno stand ed alcune Fiat Multipla in esposizione. Passaggio delle autirtà presenti all'inaugurazione anche davanti al nostro stand.

15 aprile 2007: 1° Autoraduno nazionale del M.C.I. da Reggio Emilia a Sabbioneta (MN). Partecipazione di decine di iscritti provenienti da tutta Italia e sfilata delle vetture fra cui tre Fiat 600 Multipla del 1956 (vedasi specifico link nel sito).

25 maggio 2008: 2° Autoraduno nazionale del M.C.I. denominato “Terre di Ferrari”, che si è svolto da Vignola a Maranello (Modena). Partecipazione di oltre cento aderenti al club provenienti da tutta Italia e sfilata del corteo cappeggiato da due Fiat 600 Multipla. Una di queste rimane uno dei 2 modelli ancora esistenti di Fiat 600 Multipla attrezzata ad autoambulanza (svolgeva servizio all'interno dell'aeroporto Malpensa di Milano).

1 giugno 2008: Partecipazione del Multipla Club Italia a “Via Bismantova in festa”, manifestazione cittadina in Reggio Emilia, dove si è assistito alla sfilata di un mini-corteo di Fiat Multipla ed ha funzionato per tutta la durata della festa uno stand del M.C.I. Fra le sorprese, la partecipazione di due neo-sposi (nostri iscritti) con i vestiti nuziali e la Fiat Multpla addobbata con i nastri bianchi matrimoniali.

21 settembre 2008: 1° Autoraduno regionale della Basilicata, che ha visto la partecipazione di tutti gli iscritti lucani del M.C.I., grazie alla sapiente regia del responsabile provinciale Jacopo Bertolucci. Partiti da Potenza, i multiplisti hanno attraversato la cittadina storica di Avigliano fino ad arrivare a Lagopesole, dove si è svolto il pranzo sociale.

15 maggio 2009: 1° Autoraduno regionale dell'Emilia Romagna. Un vero successo per gli 80 multiplisti emiliano-romagnoli che si sono radunati all'ombra del Castello di Ferrara e hanno partecipato all'imponente manifestazione che ha visto centinaia di mongolfiere alzarsi in volo. Tappa d'obbligo, naturalmente, all'agenzia Midweb che cura il sito del M.C.I.